A Milano aumentano furti e rapine: colpa della crisi?

poste_rapina
A Milano diminuiscono i grandi reati e gli omicidi, ma aumentano furti e rapine. Lo dice la Questura milanese, che negli scorsi giorni ha diffuso gli ultimi dati – ancora non certificati – relativi all’andamento della criminalità nel 2013.

Diminuiscono i reati contro la persona e i cosiddetti “grandi reati”, come gli omicidi, calati di quasi il 22% rispetto al 2012. Venticinque contro trentadue, comunque un numero alto se si ricorda, come è sempre opportuno fare, che dietro le cifre ci sono persone uccise e famiglie sconvolte dal dolore. Si riducono anche le lesioni dolose (meno 4,65%, da 4.800 a 4.577) e le violenze sessuali (meno 7,22%, da 526 a 488).

Fin qui le belle notizie. Ma c’è un però. Nel capoluogo lombardo aumentano infatti i reati legati alla microcriminalità, come furti e rapine. Per quanto riguarda i primi, gli incrementi maggiori riguardano quelli in abitazioni (+8,31%, da 22.572 a 24.448) e in esercizi commerciali (+5,30%, da 12.232 a 12.880). Ma aumentano anche i furti “con strappo” (+4,22%) e con destrezza (+4,08%). Uniche “categorie” risparmiate dall’aumento dei furti sono i motocicli (-21,23%) e le auto (-2,21%), anche se in questo caso i proprietari non possono comunque gioire, considerati i prezzi alle stelle delle assicurazioni.

Sul fronte delle rapine, sono in aumento tanto quelle in abitazione (+28,04%), quanto quelle in banca (+10,45%). L’amaro record spetta però agli uffici postali: 44 quelli rapinati nel corso del 2013 contro i 24 dell’anno precedente. Un aumento dell’83,33%. E i dati della Questura non citano le farmacie, altra tipologia di esercizi che registra un’impennata di rapine: più di 100, oltre il 30% in più secondo quanto scrive Repubblica.

rapinefarmacie
Fin qui i numeri. Quando però ci si spinge sulla loro possibile spiegazione, il comunicato della Questura dice: “La crisi economica continua a mordere e ad influenzare le condotte sociali, reati compresi”. Ma sarà davvero solo colpa della crisi?
Ascoltando racconti e leggendo libri su periodi passati, come il secondo dopoguerra o la crisi petrolifera degli anni 70, non mi è sembrato di vedervi una particolare recrudescenza di questi episodi criminosi. Certo, c’erano tanti di quegli altri problemi – terrorismo, povertà – e si usciva da situazioni terribili come la guerra. Però, a mio avviso, la riflessione da fare è un’altra.
Non è la crisi la ragione dell’aumento di furti e rapine, ma la bramosìa di ottenere tutto ciò che si desidera (o si crede di desiderare, ma questo è un altro discorso). Non si è più educati a conquistarsi, passo dopo passo, le cose. Se non le si ha, ce le si prende. Immediatamente, con qualsiasi mezzo. Quest’ansia di possesso, certamente indotta dai media, ma anche dai meccanismi produttivi attuali (quanti compreranno il nuovo iPhone senza avere nemmeno imparato a usare il modello precedente?), finisce con il travolgere l’etica e il rispetto delle regole. E’ una generalizzazione, e come tale va presa, ma serve solo per suggerire alla Questura di Milano che dare la colpa dell’impennata di furti e rapine alla crisi è una giustificazione sterile, un alibi che non sta in piedi. C’è chi combatte la crisi in maniera diversa dall’andare a rubare, e anche purtroppo chi è costretto a subirla, ma senza perdere la sua dignità e tradire i suoi valori.
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...