Arafat, un mistero senza fine?

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Yasser Arafat, storico leader palestinese (Repubblica.it)

Un mistero che continua e, forse, s’infittisce.  A quasi 8 anni precisi dalla morte di Yasser Arafat (avvenuta in Francia l’11 novembre 2004), la salma dell’ex leader palestinese è stata esumata ieri mattina nella sua tomba-mausoleo di Muqatah, a Ramallah. Una commissione internazionale d’inchiesta analizzerà le spoglie dell’ex presidente dell’Autorità Palestinese per indagare sulle cause del suo decesso e chiarire, in particolare, se Arafat sia stato avvelenato o no.

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La Muqatah, il mausoleo di Arafat a Ramallah, chiuso per consentire i lavori per la riesumazione della salma del leader. (Fonte: Reuters)

Quest’ipotesi suggestiva, che evoca i romanzi della regina del giallo Agatha Christie, è stata avanzata, tra gli altri, dalla vedova di Arafat, Suha, e rilanciata clamorosamente da un’inchiesta della tv qatariota Al Jazeera andata in onda a luglio. In seguito a quel reportage e alla denuncia della vedova, la procura di Nanterre ha aperto un’inchiesta per omicidio che ha permesso, dopo i pareri positivi delle autorità politiche e religiose palestinesi, l’esumazione del corpo di Arafat.

Cosa si cerca di preciso?

Il principale indiziato per la morte del fondatore di al-Fath è un killer invisibile e letale: il polonio 210, isotopo altamente radioattivo già fatale al dissidente russo Alexander Litvinenko, morto anch’egli – strani scherzi del destino – nel mese di novembre, ma di 6 anni fa ( era il 23 novembre 2006).

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Alexander Litvinenko (Fonte: Guardian.co.uk)

Altissime tracce di questo elemento – anche dieci volte oltre la norma – sono state riscontrate da esperti dell’ Institut de Radiophysique di Losanna, in Svizzera, sugli effetti personali di Arafat, tra i quali la sua kefiah, divenuta una vera e propria icona. Sono stati i giornalisti di Al Jazeera a consegnarli all’istituto elvetico, dopo averli ricevuti dalla moglie dell’ex leader, Suha, per nulla convinta dei risultati ufficiali – per giunta secretati e finiti nelle mani del New York Times solo nel 2005 – dell’ospedale militare di Percy, a sud di Parigi, dove Arafat si spense dopo circa otto giorni di coma profondo.

Video – Il polonio 210: cosa è e quali rischi comporta

L’inchiesta di Al Jazeera ha alimentato i fautori della teoria dell’avvelenamento, in primis Mahmoud Abbas (Abu Mazen) successore di Arafat alla guida dell’Autorità Palestinese. Insieme a lui, la maggioranza dei palestinesi è convinta che a uccidere Arafat siano stati i servizi segreti israeliani, ma il governo di Netanyahu, attraverso dichiarazioni ufficiose dei suoi membri, ha sempre respinto ogni accusa.

Ora si spera che l’esumazione possa fare luce sul mistero che circonda la morte dell’ex leader dell’ANP. Un personaggio controverso, terrorista e fine diplomatico, premio Nobel per la pace nel 1994 ma al centro di numerose inchieste per corruzione, che ha alimentato in prima persona le leggende sulla sua figura fin dal suo luogo di nascita, sospeso tra Gerusalemme e l’Egitto. E che non poteva che scomparire circondato da fitte nubi che, forse, neanche un team di scienziati potrà diradare.

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La storica stretta di mano tra Yitzhak Rabin e Yasser Arafat alla Casa Bianca il 13 settembre 1993, abbracciati dal Presidente Usa Bill Clinton (Fonte: Flickr.com)

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