Buon viaggio, Jakob!

Jakob Arjouni

Jakob Arjouni, scomparso a 48 anni (Fonte: Die-Welt)

 

Un’ultima avventura – Bruder Kemal (Fratello Kemal) – che da noi arriverà prossimamente grazie alla Marcos y Marcos. E poi, purtroppo, il detective privato Kemal Kayankaya, protagonista dei romanzi dello scrittore Jakob Arjouni, si ritirerà in pensione. I lettori che lo scopriranno potranno solo rinverdire i fasti delle sue storie passate, nel sottobosco di una città, Francoforte sul Meno, che, come ricorda Der Spiegel, ha acquisito grazie alle sue indagini un odore simile alla Los Angeles dell’hard-boiled.

Il creatore di Kayankaya si è arreso, dopo una lunga lotta, al cancro al pancreas che lo aveva colpito. Se ne è andato giovedì 17 gennaio, a 48 anni, e se ne è andato da inventore di un sottogenere, l’etno-noir. Nato a Francoforte, dopo un’infanzia turbolenta caratterizzata dalla scarsa voglia di studiare e dalle frequenti visite a sale da biliardo e affini, Jakob Arjouni  a soli 21 anni diventa famoso grazie al primo romanzo con protagonista il detective privato Kayankaya, Happy Birthday, turco!, che ravviva un genere ormai in declino in Germania e diviene un modello imitato in altre parti d’Europa.

Perché questo Kemal Kayankaya, turco ma con passaporto tedesco, pur incarnando gli sterotipi dei detective alla Marlowe e Hammett, vive nel suo tempo e nella sua città. Ne respira gli umori, ne sente e ne combatte i pregiudizi dovuti alle sue origini. Uno spaccone che incanta, lentamente, svariate migliaia di lettori.

E’ però riduttivo legare il nome di Arjouni solo al suo Kemal, per quanto egli ne sia la creatura più nota. Lo scrittore compose diverse opere teatrali e diede alle stampe un altro romanzo, Eddy il Santo, che è un vivace e puntuale affresco di un’altra città, insieme tedesca e del mondo intero: Berlino.

Dalla lettura di Eddy il Santo emerge tutto il talento di Arjouni nel dare vita a personaggi che divengono immediatamente beniamini dei lettori , proprio come il musicista-truffatore Eddy Stein. Una simpatica canaglia che vive a Kreuzberg, quartiere alternativo, e fa fronte con l’ingegno e abili trucchetti illeciti alle poche entrate garantite dal suo lavoro ufficiale come musicista dei Lover’s Rock, gruppo musicale di strada. Nelle sue (dis)avventure si incrociano tutti i problemi di una città e di un’intera epoca: la disoccupazione, la globalizzazione, la de-localizzazione con i suoi stravolgimenti sulla topografia cittadina, e soprattutto la costante contrapposizione tra chi, disilluso, ha abbandonato i valori in cui credeva, e chi ancora li coltiva, anche se con pochi quattrini e i capelli ormai brizzolati.

Buon viaggio, Jakob!